13 marzo 2011


Inerme ti miro

Le tue mani gelide tra le gambe                    

il tuo volto riempi di rugiada,                        
i tuoi occhi luci rosse nella notte,                  
li seduta sul tuo giaciglio                                
guardo il male che ti consuma                          
e menzogne ti dico per alleviare il tuo martirio.

Inerme ti miro                                                             
mio dolce respiro                                                      

Volgi lo sguardo verso di me
affinché ti stia accanto fino all’ultimo respiro.
Lenta agonia il tuo saluto al mondo,
madre di molte generazioni,
sorella di terre lontane
e sposa di chi tanto ti ha desiderato.

Inerme ti miro
mio dolce respiro

Dolce melodia la tua lontana risata,
candida passione il tuo impastare.
Ritta ti ergevi dietro la madia
e di bianco le tue mani si tingevano.
Con occhi che insegnano mi guardavi
e frasi d’amore bisbigliavi al mio cuore.

Inerme ti miro
mio dolce respiro

Chi più mi canterà i tuoi amati salmi?
chi più mi premierà con soffici baci?
chi più mi darà le tue carezze?
Un dolore pervade il mio cuore,
si spegne il tuo bagliore
che porta con se il mio dolce amore



                                                                        A te le mie parole mia amata nonna

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